Intervista ESCLUSIVA al Campione del Mondo eSport, Andrea Saveri!

Intervista ESCLUSIVA al Campione del Mondo eSport, Andrea Saveri!

Abbiamo avuto l’occasione di fare due chiacchiere con Andrea Saveri, Campione del Mondo eSport MotoGP, un mondo nuovo come l’elettrico, su cui per altro Andrea si è espresso positivamente

Andrea Saveri, aka AndrewZh sui “grandi” schermi, ha appena 18 anni, è di Bologna e ancora deve finire le scuole superiori, eppure può già vantare nel curriculum un titolo di campione mondiale. Andrea infatti ha conquistato quest’anno il titolo eSport della MotoGP, il campionato dedicato al videogioco ufficiale di categoria, sbaragliando la concorrenza al termine di sei round divisi per tre tappe mondiali (Misano, Aragon e Valencia) nelle quali non ha lasciato scampo agli avversari, in primis all’amico e rivale Lorenzo Daretti, aka Trastevere73, due volte iridato eSport.

Quello dei videogiochi, proprio come il mondo elettrico, è una realtà nuova che sta dirompendo sulla scena mondiale, a cui le due ruote strizzano l’occhio e non possono certo lasciarsela sfuggire. All’interno del capitolo MotoGP 19 all’interno c’è anche la categoria della MotoE e chissà che in futuro non possano essere dedicati campionati mondiali su questa categoria anche nel videogioco. Nel frattempo ne abbiamo parlato con il neo Campione del Mondo, che vede di buon occhio l’avvento dell’elettrico sulla scena mondiale.

Inanzitutto chi sei e cosa fai nella vita al momento?

Mi chiamo Andrea Saveri, ho 18 anni e vivo a Bologna, ragazzo appassionato di motori e in particolare delle due ruote fin da piccolo. Al momento frequento l’ultimo anno di un istituto tecnico meccatronico. Quest’anno sono diventato Campione del Mondo di MotoGP eSport.

Come ti sei approcciato al mondo dell’eSport? Ne eri già a conoscenza prima che MotoGP 17 dirompesse sulla scena competitiva? Ci puoi raccontare la tua prima esperienza ad un evento live?  Quando hai capito di avere questo talento?

Ne sono venuto a conoscenza alla fine del primo campionato di MotoGP, quindi intorno a novembre/dicembre 2017. Ai tempi conobbi Lorenzo, aka Trastevere, che era appena diventato campione del mondo e diventammo amici. Fu lui che mi fece appassionare piano piano a questo mondo e con l’inizio del MotoGP eSport 2018 decisi di provarci anche io. La mia prima esperienza ad un evento live fu a settembre 2018, durante la prima semifinale a Misano. Riuscii a conquistare la pole position alla mia prima gara e conclusi secondo in gara dopo una partenza difficile, rimontando dalla nona posizione.

Quando hai capito di avere questo talento? Quanto è importante la parte mentale in quello che fai?

Fin da piccolo ho sempre giocato ai vari MotoGP, ma solo ed esclusivamente per divertimento, qualche gara tra amici insomma, poi quando ho visto che riuscivo a stare nella parte alta della classifica mondiale ho deciso di provarci seriamente, quindi da circa 2 anni. La parte mentale non mi sento di reputarla più importante rispetto all’abilità con il gioco per il semplice motivo che secondo me si completano a vicenda, senza una non si va da nessuna parte e viceversa. Le metto alla pari, rispetto all’anno scorso l’ho migliorata, ci ho lavorato, è fondamentale, soprattutto quando ti trovi a dover gestire delle situazioni in cui hai molta pressione, lì è cruciale.

Che aria si respira nel mondo del paddock, che rapporto hai con gli addetti ai lavori, qualche pilota ti conosce? Qual è la cosa più bella di respirare l’aria del paddock? La cosa più bella invece del mondo sia dell’eSports che della MotoGP e la cosa più brutta?

Il paddock è sicuramente il mio posto preferito, ho conosciuto tante persone e amici, ogni volta che mi trovo lì mi sento felice proprio, è il mondo che più mi piace. Conosco molti piloti ed è bellissimo stare con loro prima e dopo le gare, magari facendomi raccontare quello che provano nel pre gara o anche semplicemente chiedendogli qualche consiglio o curiosità, magari su come gestire la pressione al meglio, quanto lavoro c’è durante un weekend di gara ed altro. Inoltre è davvero spettacolare il lavoro che Dorna svolge durante gli eventi eSport, l’organizzazione che c’è e il continuo miglioramento evento dopo evento.

Qual è il rapporto con i tuoi rivali, come Lorenzo, Adrian, Cristian? Quanto ti alleni per raggiungere certi livelli di competitività?

Con Lorenzo ho un bellissimo rapporto di amicizia, siamo molto amici prima che rivali, quando possiamo ci vediamo spesso anche al di fuori degli eventi, poi ovvio che durante le gare ognuno pensa a fare del suo meglio e a dare il massimo. Con gli altri un rapporto normale, né di amore né di odio, la cosa più importante è il rispetto. Riguardo all’allenamento, sono uno che preferisce essere costante anziché allenarsi molte ore, quindi ad esempio prima della finale di Valencia mi allenavo circa un’ora e mezza tutti i giorni per circa un mese, ovviamente diversificando di giorno in giorno (passo gara, giro secco, setup, consumo gomme ecc…).

Sei seguito da un manager/una squadra? Se sì, in quale modo ti aiutano e di cosa si occupano? Sei in procinto di firmare per un team di MotoGP come accaduto con Trastevere?

Sono seguito da un’agenzia, Pro2BeSports, con ovviamente un manager, mi aiutano fuori e dentro le gare, supportandomi in quel che ho bisogno e gestendomi i contatti con case e aziende. Firmare con un team MotoGP è il sogno di tutti!

Quali sono state le sensazioni che hai provato dopo avere vinto il mondiale e quando hai capito di potercela davvero fare? Qual è stata la gara più difficile mentalmente?

Quando ho tagliato il traguardo all’ultima gara a Jerez e sono diventato Campione del Mondo è stata un’emozione che non si può descrivere a parole, ci sarebbe davvero troppo da dire, però sicuramente ero la persona più felice del mondo in quel momento. Ho capito di potermela giocare dopo la prima vittoria al Mugello, avevo capito il livello e l’importante da lì in poi era essere costante nel portare a casa più punti possibili. A parer mio ci sono state due gare molto difficili mentalmente, sicuramente la prima al Mugello visto che per la prima volta mi trovavo in testa e mi stavo giocando la vittoria, e non commettere errori per dieci giri avendo un avversario a 2/3 decimi dietro di te per tutta la gara, vi assicuro che non è facile. La seconda è la penultima gara a Phillip Island, dove purtroppo non sono partito bene, ero quarto e davanti a me avevo i miei avversari principali e sapevo che dovevo rischiare tutto per arrivare secondo e potermela giocare ancora nell’ultima gara, cosa che poi sono riuscito a fare.

Qual è il tuo pilota preferito e come è nata la tua passione per la MotoGP? Sai andare in moto? Cosa ne pensi dell’elettrico?

Fin da piccolo sono sempre stato appassionato di MotoGP e ho sempre tifato Valentino Rossi e le Ducati essendo bolognese. E sì, so andare in moto, anche se per ora mi devo accontentare di andarci solo in strada, ma presto andrò anche in pista, visto che voglio assolutamente imparare, magari con qualche pilota del mondiale così ho un buon insegnante (risata, ndr), bisogna solo organizzare. Riguardo la MotoE, ho avuto piacere di assistere in prima persona ad alcune gare come Misano e Valencia e devo dire che io sono pro a questa cosa, mi incuriosisce molto anche perché c’è un livello di tecnologia e di studio davvero altissimo, inoltre le gare sono davvero molto divertenti con tante bagarre.

Qual è il futuro di MotoGP eSport secondo te e un motivo per cui le persone dovrebbero appassionarsi a questa nuova realtà?

Anno dopo anno Dorna migliora sempre tutto, organizzazione e livello del campionato, il mio sogno sarebbe quello che diventasse un vero e proprio campionato intero, dal Qatar a Valencia, e sinceramente la vedo possibile come cosa, certo ci vorranno un po’ di anni, ma di questo passo ci si può arrivare. È una realtà nuova, e visti i progressi anche in altri campi, sembra essere parte integrante del futuro, grazie anche agli alti livelli di tecnologia raggiunti. A parer mio chi è appassionato della MotoGP reale si può divertire molto anche guardando le gare del MotoGP eSport, visto l’alto livello di competitività, che quest’anno ha raggiunto l’apice con 3 piloti in 5 punti dopo 6 gare.

Quali sono invece i tuoi piani per il futuro, se hai già un’idea di come ti vedi tra 5/10 anni: sempre in questo mondo, magari come manager o proprietario di un team?

Sinceramente non so come potrei vedermi tra 5/10 anni, il mio obiettivo è di continuare a dare il massimo in questo ambito per ora, cercando di avere una sorta di trampolino di lancio e magari un giorno lavorare nel mondo della MotoGP, ovvero il più bello di tutti.

Dopo la vittoria del titolo in quanti ti hanno contattato? Magari anche qualche brand o azienda?

Sicuramente è stato più facile avere dei contatti e contattare certe aziende, come è giusto che sia.

Pierpaolo Franceschini

Fondatore di BibbiaGP e Blogelettrico. Amante delle competizioni che hanno un motore. Adoro scrivere, amo ciò che regala emozioni positive. Ah, sono anche curioso come una scimmia.

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