#MotoE, I test erano davvero necessari con il pericolo Coronavirus?

#MotoE, I test erano davvero necessari con il pericolo Coronavirus?

La MotoGP continua a subire rinvii, il mondo della F1 annusa il pericolo quarantena, il campionato di Serie A si ferma; nonostante ciò, la MotoE non si ferma ed è in pista per i test a Jerez. Era necessario?

L’intero globo terrestre si trova di fronte ad un’emergenza totale e un pericolo decisamente più grande di lui, che prende il nome di Coronavirus. Mai ci saremmo aspettati che potesse diventare una vera e propria pandemia non solo nazionale, bensì mondiale, e gli sport di tutto il mondo non sono di certo rimasti a guardare, subendo rinvii, sospensioni e cancellazioni degli eventi sparsi per tutta la Terra.

Il primo esempio che ci viene in mente è quello della MotoGP, la classe regina dei motori, che “ospita” dal 2019 anche la MotoE. Il circus del motomondiale è stato costretto ad annullare la prima tappa del campionato in Qatar, dove sono scese solamente in pista le Moto2 e Moto3, ma solamente perché erano presenti sul tracciato di Doha già dall’ultima settimana di Febbraio, consentendo così il regolare svolgimento dell’evento. Allo stesso tempo, anche la tappa della SBK, che si sarebbe dovuta disputare nel weekend tra il 13 e il 15 marzo è stata posticipata.

Da quel momento, tuttavia, la situazione si è evoluta in modo quasi drastico; parlando solo dei confini nazionali, tutta Italia è stata definita Zona Rossa e un Decreto Legge ha limitato gli spostamenti di tutti i cittadini, che potrebbero uscire dalle proprie abitazioni solo per lavoro o stretta necessità. Questo ha provocato di riflesso la sospensione del massimo evento sportivo che c’è nel Bel Paese, il campionato di Serie A, dopo che altre leghe minori, come la Lega Pro, avevano subito già sospensioni e rinvii causate tra l’altro da casi di Coronavirus che hanno colpito i calciatori militanti in tali campionati.

Neanche la MotoE si è ritrovata esente da conseguenze: il SIC58 Squadra Corse ha scelto di non essere presente ai test a Jerez, dal momento in cui meccanici e pilota del Team abitano in Zona Rossa e Paolo Simoncelli ha preferito non prendere parte alla tre giorni di prove, nonostante la trasferta già pagata.

E qui si apre il grande punto di domanda: era davvero necessario confermare i test a Jerez in una situazione di totale emergenza che vedrà tra l’altro il rinvio della tappa SBK che dovrebbe essere corsa tra due settimana proprio a Jerez?

Secondo noi la risposta è no ed evidentemente a pensarlo non siamo solamente noi. Il primo a denunciare il misfatto è stato Alex De Angelis, che correrà anche quest’anno con Octo Pramac MotoE nella seconda stagione della Coppa del Mondo FIM Enel MotoE. Il pilota Sammarinese sul proprio profilo Facebook ha manifestato il proprio dissenso scrivendo che c’è “Zero rispetto per gli italiani” e che “Non è sportivo da parte dell’organizzazione agevolare piloti e team di altre nazioni”.

Assodato il fatto che buona parte della griglia e degli addetti ai lavori della MotoE sia italiana e di conseguenza si tratta di un momento molto difficile non solo per chi va in pista, ma per tutti coloro che lavorano intorno al mondo elettrico, il problema vero è che il pericolo Coronavirus non è limitato alla nostra Nazione, ma comincia ad essere una minaccia anche e soprattutto per l’intera Europa, che registra i primi casi di Covid19 (l’altro nome con cui viene chiamato il Virus) e comincia a preoccuparsi. D’altronde, la stessa Spagna ha cominciato a bloccare i voli provenienti da alcuni Paesi.

La sensazione è che il campionato della MotoE sia stato trattato come un mondiale di seconda fascia e non si è minimamente pensato alla salvaguardia di piloti, addetti ai lavori, ma anche delle persone comuni che potessero entrare in contatto con loro. In un mondo (sportivo e non) che continua a fermarsi, gli organizzatori della MotoE hanno clamorosamente preferito andare avanti, non curanti dei rischi.

Quindi ve lo ripetiamo: “Era davvero necessario fare i test a Jerez con pericolo Coronavirus?”
A voi la risposta.

Pierpaolo Franceschini

Fondatore di BibbiaGP e Blogelettrico. Amante delle competizioni che hanno un motore. Adoro scrivere, amo ciò che regala emozioni positive. Ah, sono anche curioso come una scimmia.

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