#MotoE, Intervista esclusiva a Alessandro Zaccone

#MotoE, Intervista esclusiva a Alessandro Zaccone

Alessandro Zaccone prenderà parte quest’anno (Coronavirus permettendo) per la prima volta al campionato di MotoE. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con lui in questa intervista.

Nonostante i continui rinvii che continuano a funestare il cammino verso l’inizio dei campionati motoristici, non si ferma la preparazione di squadre e piloti che si affronteranno nella stagione 2020 del motomondiale. A questo proposito abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessandro Zaccone: il nuovo pilota del Team Trentino Gresini, al debutto in MotoE nel 2020, si è lasciato andare ad alcune considerazioni relative al suo approccio in elettrico e più in generale alla difficile situazione che stiamo vivendo.

Ciao Alessandro. Come stai passando la quarantena e come va in generale?

Sicuramente non è facile stare a casa per quanto riguarda gli allenamenti, quella è la cosa più complicata. Il modo per allenarsi però si trova. Dispiace per tutta la situazione che c’è, ma prima di tutto viene la salute delle persone. Si tratta di una pandemia che ci porta via tanto impegno fatto durante l’inverno. Adesso la cosa più importante è rimettersi tutti quanti, cercare di tener botta, per farci trovare pronti quando finirà.


Parliamo di attualità: come sono nati lo scorso anno i contatti che ti hanno portato con Gresini per la MotoE?

Con Fausto avevamo già parlato nel 2019 per la MotoE. La cosa non mi entusiasmava moltissimo perché volevo vedere come andava la categoria, che riscontro aveva, quindi abbiamo rimandato alla stagione successiva. Alla fine la trovo una cosa bella, una cosa nuova, mi piace. Nei primi test ci siamo divertiti, c’è tanto da lavorare perché non abbiamo girato molto, però si può far bene.

Che opinione ti sei fatto di questo campionato? In questo momento sembra una vetrina di lancio piuttosto che un mondiale in cui arrivare ed affermarsi.

I posti nel mondiale sono pochi, ci sono circa 20 moto e i piloti che ci vogliono andare sono tantissimi. La MotoE era l’unico modo per me, almeno per il momento, per mettere un piede nel paddock del motomondiale. Ho deciso quindi di fare questa scelta, sperando di far bene ed un domani di fare il salto di categoria.

Com’è stato il primo impatto con la moto elettrica? Avevi aspettative particolari e c’è qualcosa che ti ha colpito particolarmente?

Personalmente ho iniziato i test in maniera molto cauta, è una categoria con feedback discordanti. C’è una parte di piloti a cui piace tanto ed un’altra a cui non piace per niente. Sono voluto entrare in pista senza pregiudizi sulla moto e sulla categoria. Devo dire che quando cominci ad andare forte  e prendere feeling, è molto divertente. Ovviamente manca il suono del motore, però è una moto vera a tutti gli effetti.

Tu hai guidato Supersport, Moto2 e MotoE. La differenza più grande tra le moto elettriche e quelle che hai guidato in passato?

La cosa più diversa è l’erogazione del motore: con l’elettrico hai il 100% della potenza subito. Quando sono uscito dalla pit lane, il primo giro che sono uscito e ho aperto tutto, sono stato veramente impressionato dal motore elettrico. Ti dà una spinta, un “calcio”, che fa paura, neanche con un 1000 hai una botta del genere. La moto è pesante e sull’allungo cala, ma la differenza grossa è proprio quel “calcio” quando apri il gas.

Da un punto di vista organizzativo, relativamente agli ultimi test a Jerez, è trapelato del malcontento da parte degli italiani coinvolti, addirittura il team SIC58 non ha partecipato. La tua opinione?

Noi abbiamo fatto una riunione e parlato con gli organizzatori per poter annullare il test. Ma andava annullato per tutti, non solo per noi italiani che volevamo ovviamente tornare a casa. La situazione era difficile, perché quando ti fermavi la prima cosa di cui si parlava era la situazione del virus per capire se si riusciva a rientrare in Italia o meno. Non è stato facile lavorare quei tre giorni. Il nostro telemetrista al pomeriggio del primo giorno è voluto tornare a casa, quindi abbiamo dovuto fare i test senza. Questo ha complicato un po’ le cose, visto che dovevo imparare e capire come guidare, essendo un debuttante.

A parte questo, non sapevamo se potevamo rientrare in casa perché ogni giorno e ogni ora cambiava la situazione. Stavano cancellando tutti i voli, non era una cosa facile e non era bello fermarsi e nel box per parlare solo di questa cosa. Quando si è in pista bisogna lavorare per le gare, per correre e questa era una situazione non facile per tutti. Stavano sospendendo le gare di MotoGP, sembrava stupido non poter sospendere un test di MotoE. Abbiamo cercato proprio di far capire questa cosa: che c’era un problema grosso e sembrava una sciocchezza.

La volontà di volere sospendere i test trapelava solo dai piloti italiani o anche gli stranieri erano d’accordo?

No, solo da noi. L’Italia era il paese con più contagi, quasi l’unico. Quando abbiamo chiesto di annullare i test, quasi ci hanno deriso. La reazione degli altri piloti non è stata molto carina.

Quest’anno avrai Matteo Ferrari come compagno di squadra, il campione in carica della categoria. Cosa ti aspetti da questo confronto?

Già l’anno scorso gli avevo chiesto informazioni sulla MotoE. Mi ha dato dei buoni consigli, ma da adesso in poi dovrò andare con le mie gambe perché siamo avversari, anche se siamo amici, lui corre contro di me e viceversa.

Ipotizzando si corra un calendario ridotto, dove ti piacerebbe andare a correre?

Se mettessero le due tappe italiane, Mugello e Misano, sarei molto contento. Di quelle originariamente previste per la MotoE, non conosco l’Austria perché non ci ho mai girato, però le altre piste mi piacevano. Conosco le piste spagnole, Misano mi piace ed è a un passo da casa… Se riuscissero a mettere anche il Mugello sarebbe il top.

Come giudichi il tuo 2019 al CEV?

È stato un anno molto buono, rispetto al 2018 siamo cresciuti tanto. Con il team (Promoracing) si è creata una bella armonia, che forse ci era mancata l’anno prima. Siamo partiti subito forte con la vittoria all’Estoril in gara 2, poi siamo stati competitivi nell’arco di tutto il campionato. Ci è mancata un po’ di velocità nel mettere a punto la moto durante le prove e questo ci ha portato via del tempo verso metà stagione. Nel complesso penso sia stata una buona stagione, io sono cresciuto tanto. Quest’anno volevo migliorare ancora, adesso vedremo.

Quest’anno farai di nuovo il CEV con Promoracing nel 2020, oltre alla MotoE.

L’obiettivo è quello di rifarlo con loro e fare un ulteriore salto per puntare a vincerlo.

Nel caso in cui dovessero coincidere CEV e MotoE nel nuovo calendario, a quale daresti la priorità?

Bella domanda, non ci avevo ancora pensato. La MotoE è più importante tra i due, è un campionato mondiale e la visibilità in quel campionato è fondamentale per me. Non sarà una scelta facile, perché se ci stiamo giocando il campionato nel CEV Moto2, mentre magari in MotoE siamo più lontani o viceversa, potrei dare la priorità al CEV.

Nel CEV avevi puntato alcuni potenziali avversari?

Sicuramente Tuuli va molto forte, l’anno scorso è stato fuori un po’ per colpa di un incidente, lui potrebbe essere uno dei principali contendenti al titolo. Poi ci sono gli altri due italiani che vanno forte, Montella e Marcon, ma ogni anno c’è qualcuno di nuovo quindi bisognerà vedere. Con Niki (Tuuli) e Tommaso (Marcon) ci sfideremo anche in MotoE!

Che aspettative ti eri fatto per questo 2020?

Con la MotoE sono rimasto molto contento dei primi test, nonostante abbiamo girato poco e saltato un turno. Ogni turno di prove toglievo più di un secondo, quindi il margine è ancora tantissimo. Secondo me si può arrivare ad essere competitivi già dal prossimo test, qualora si farà. Per quanto riguarda la Moto2 sono convinto che potevamo fare una bella stagione, perché ai primi test ad Almeria mi ero trovato bene e sono sicuro che si poteva migliorare ancora e giorcarsela. Vedremo cosa succederà, speriamo bene.

Quando si potrà partire secondo te?

Il problema è che è un campionato mondiale: noi in Italia siamo stati i primi ad avere questo problema (Coronavirus, ndr) e speriamo anche i primi a sconfiggerlo. Ma quelli che sono arrivati dopo, tarderanno. Penso che come minimo per un altro paio di mesi rimarrà tutto fermo a livello motoristico. Se dovesse esserci poi un eventuale ritorno di questo virus sarebbe un disastro, annullerebbe tutto il lavoro fatto. Personalmente preferirei quasi rinviare tutto all’anno prossimo, piuttosto che rischiare e dover correre senza pubblico. Questo campionato deve essere anche una cosa bella da vedere.

Dove ti vedi tra cinque anni?

Spero di vedermi nel motomondiale, di rimanerci. Il mio obiettivo è quello di arrivare in Moto2. Poi cinque anni sono lunghi, può succedere di tutto, quindi magari anche qualcosa di meglio…

electro

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