La MotoE può essere un punto di partenza?

La MotoE può essere un punto di partenza?

Il sogno di tutti i piloti è arrivare in Motogp, secondo Hervé Poncharal la MotoE è un buon punto di partenza, per farsi notare.

Hervé Poncharal, team manager del team Tech3, ha rilasciato delle dichiarazioni molto interessanti. Il manager francese vede la neonata categoria MotoE come punto di partenza per i piloti per ambire alla Motogp. Queste parole di Hervé sono dovute per due motivi: piloti molto giovani e la struttura del campionato ancora molto acerba.

La categoria in effetti è ambita dagli stessi piloti proprio per farsi notare nel paddock del motomondiale, per trovare sistemazioni nelle categorie che ad oggi valgono di più. Il farsi notare è già successo per alcuni piloti, che mettendosi in mostra nella MotoE sono arrivati in Moto2 come ad esempio Héctor Garzó.

La categoria quest’anno sulla griglia presenta molti giovani che sono quasi tutti sotto i trent’anni. I più in là con gli anni sono piloti già noti come: il campione in carica Jordi Torres, Andre Pires, Yonny Hernandez e Dominique Aegerter. Nella categoria però sono presenti per lo più giovani piloti, addirittura è presente un sedicenne, Fermìn Aldeguar, del team Aspar.

Lo stesso Poncharal ha puntato su due giovani, Lukas Tulovic classe 2000 e Corentin Perolari classe 1998. Sono presenti altri giovani molto promettenti come: Mattia Ferrari (già campione MotoE), Kevin Zannoni (campione in carica CIV Moto3), Eric Granado, Xavi Cardelus.

L’Entry list 2021 della MotoE

Lo scorso anno alcuni piloti della MotoE hanno partecipato ad altri campionati del motomondiale, grazie alle loro buone prestazioni con le moto elettriche. Alcuni esempi sono: Dominique Aegerter, Xavi Cardelus o il già citato Héctor Garzo che hanno corso in Moto2. Altri sono approdati in Superbike come Mattia Ferrari e Eric Granado.

Hervé però ha parlato anche della struttura del campionato. Le sette gare per il francese sono troppo poche, tanto che i piloti cercano di compensare i vuoti partecipando ad altri campionati. Il problema è che a volte gli impegni si sovrappongono e quasi sempre si sceglie l’altro campionato rispetto alla MotoE. La MotoE quindi viene vista dai piloti come un trampolino di lancio per spiccare il volo ed arrivare il più alto possibile.

La MotoE e la FormulaE arriveranno mai al livello delle Motogp e della Formula1?

Una domanda che per il momento non ha una risposta positiva. La MotoE non ha l’appeal della Motogp ma nemmeno della Moto3. Stesso discorso vale per la FormulaE che non è seguita come la Formula1, ma nemmeno come la Formula2.

Gli appassionati continuano ad amare ancora le gare con i motori termici anche se poi magari preferiscono acquistare un mezzo elettrico. Il mercato elettrico è ad oggi in grande espansione e tutte le case ci stanno puntando, ma ancora la sua parte sportiva non ha molto seguito.

La verità è che nel futuro prossimo i tifosi preferiranno ancora le gare a motore termico, ma forse più in là inizieranno ad amare le gare elettriche. Stesso discorso per i piloti, che forse in futuro non vedranno più come  punto di partenza l’elettrico, ma lo vedranno come un punto di arrivo.  

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Riccardo Ventura

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